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giovedì 14 aprile 2016

CONOSCIAMO MEGLIO I PRODOTTI SENZA ZUCCHERO.




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Negli scaffali dei supermercati troviamo ,sempre più spesso, prodotti con la dicitura “senza zucchero”o “light” o “sugar free” .  Per motivare i numerosi peccati di gola, anche coloro che non hanno alcuna patologia, scelgono prodotti senza zucchero pensando di controllare lo stato di salute e la linea . Vediamo invece cosa realmente acquistiamo !
Prima di tutto prendiamo in considerazione gli zuccheri naturali, ossia quegli zuccheri che si ottengono senza lunghi e articolati processi di estrazione o di sintesi chimica, inoltre articoli che hanno, in media, 400 KCal per ogni 100 gr di prodotto.
Il più famoso, tra gli zuccheri naturali,  è lo zucchero bianco o saccarosio ,estratto dalla barbabietola o dalla canna da zucchero. E’ bianco perché viene raffinato e sbiancato con anidride solforosa. Questo zucchero non scade mai e ha un alto indice insulinemico, quindi vietato per i diabetici.
Oggi sta conquistando il mercato lo zucchero grezzo di canna che, nonostante il suo colore giallo-beige ( dovuto a piccole quantità di melassa o caramello di cui viene addizionato), rimane simile allo zucchero bianco quindi anch’esso con alto indice insulinemico . Comunque non viene sbiancato ma solo raffinato  e contiene pochi sali minerali.
Lo zucchero integrale di canna è invece molto ricco di sali minerali e vitamine perché non  viene né raffinato e né sbiancato e possiede un indice insulinemico più basso.
L’antichissimo miele  è ricco di vitamine , sali minerali e tutti gli amminoacidi essenziali. E’ il migliore di tutti i dolcificanti ma va comunque usato con cautela per il suo eccessivo tenore di zuccheri.
Se i prodotti dolciari “senza zucchero” devono comunque avere un gusto dolce, quali alternative scelgono per dolcificare ?
Andiamo a considerare alcuni dolcificanti usuali.
Il più conosciuto è il fruttosio ossia uno degli zuccheri presente nella frutta insieme al glucosio e al saccarosio . Il fruttosio non può essere utilizzato come tale dalle cellule e quindi deve essere trasformato in glucosio o in grassi. Non causa iperglicemia ma aumenta i trigliceridi e predispone ad ipertensione, patologie cardiovascolari e obesità. Quindi non va usato frequentemente e non va consumato dai diabetici . Può essere liberamente consumato solo se naturalmente contenuto in frutta e verdura.
Anche gli zuccheri della frutta, seppure apparentemente naturali , stimolano la produzione di insulina e innalzano la glicemia .Solo se il prodotto riporta la dicitura “contiene naturalmente zuccheri della frutta” (per es. nelle marmellate senza zucchero)  allora si tratterà di zuccheri già presenti nella frutta già prima della sua lavorazione.
Il sucralosio o E955 ha un elevatissimo potere dolcificante . Consumato in alte dosi può agire negativamente sul sistema immunitario.
La saccarina, in Italia, è consentita per scopi farmaceutici e non è vietata negli alimenti e nelle  bibite dietetiche  ma l’etichetta deve segnalarne la presenza in quanto ,tali prodotti,non vanno consumati dai bambini e dalle donne in gravidanza.
L’aspartame è formato da acido aspartico, fenilalanina e metanolo. Il metanolo è molto tossico e, in seguito a vari studi, si è visto che può alterare la chimica cerebrale influenzando un aumento dell’appetito, emicrania, orticarie e disturbi della  funzionalità nervosa. La fenilalanina è inoltre vietata in persone che soffrono di fenilchetonuria. C’è da aggiungere che l’aspartame dolcifica bene le bevande fredde, mentre ,se viene riscaldato, il potere dolcificante si riduce notevolmente tanto da richiedere l’aumento delle dosi. Nei dolci cotti a 200°C diventa tossico perché si degrada al calore.
Mannitolo ,  xilitolo , ciclammati e sorbitolo  hanno effetto lassativo ed aumentano la produzione di insulina. Hanno circa il 40% di calorie in meno del saccarosio e si trovano in molti prodotti dolciari come caramelle o chewing gum. Sono sconsigliati nei bambini sotto il primo anno di vita perché possono causare meteorismo e crampi addominali.

La stevia ha un elevato potere dolcificante e non ha calorie, è relativamente stabile nel tempo e alle alte temperature . Si stanno conducendo degli studi su questo prodotto che risultano ancora controversi e quindi è bene limitarne il consumo.
La lista non finisce qui; sono ancora da ricordare: il malto, il maltitolo, l’isomalto, la melassa, gli sciroppi (d’acero, di riso, d’agave). Tutti quanti edulcoranti efficaci, ma un loro consumo eccessivo può innalzare comunque i livelli di insulina e sono controindicati nei diabetici. Inoltre, se  esistesse realmente un prodotto dolciario senza zucchero o edulcoranti di ogni tipo, comunque l’ingrediente principale, cioè la farina, fa  comunque parte dei carboidrati complessi (come anche le patate e i cereali); quindi possiede molte calorie e un alto indice glicemico . Concludendo, anche la farina, deve essere consumata in dosi limitate  principalmente dai diabetici, ma anche da chi vuole mantenere il peso forma.

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